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Basilica di San Nicola

Basilica di San Nicola - i luoghi di culto più importanti di

San Nicola è il patrono del capoluogo della Puglia e l’omonima basilica ne custodisce le spoglie.
In stile romanico la chiesa fu costruita tra il 1089 e il 1197, durante la dominazione normanna.

Essa fu costruita sull’antica residenza del governatore greco-bizantino (chiamato “catepano”) ai tempi della dominazione dei Bizantini nell’Italia meridionale tra il 968 e il 1071. La tradizione narra che in realtà la chiesa non fu veramente costruita per ospitare il santo tanto caro alla religione ortodossa, ma per celare il Sacro Graal, il calice dal quale Cristo bevve nel giorno dell'Ultima Cena con gli apostoli giunto a Bari durante il passaggio dei crociati di ritorno dalla Terra Santa.

La cattedrale presenta una facciata esterna austera e sobria, di colore chiaro, elementi tipici delle costruzioni normanne.
L’interno è a croce latina commissa (a forma di T) e il corpo longitudinale è diviso in tre navate da dodici colonne di spoglio (sei per lato, con le prime quattro binate, cioè affiancate a coppie). Il ritmo della navata centrale, con copertura a capriate, è scandito da tre arconi trasversali. Il tetto è finemente decorato con affreschi di Carlo Rosa, artista pugliese che vi lavorò tra il 1661 e il 1771: si possono ad esempio ammirare scene di vita di San Nicola o del Concilio di Nicea.

Uno degli elementi più particolari della basilica di San Nicola è una cattedra episcopale realizzata al termine dell'XI secolo, capolavoro scultoreo del romanico pugliese. La cattedra è caratterizzata da un'ornamentazione molto curata, ha il sedile elegantemente traforato negli alti braccioli, sostenuto da espressive figure in altorilievo e a tuttotondo, i telamoni. Sul dorso ci sono due leonesse intente a sbranare due uomini. Il nome dell’opera deriva dall’abate Elia, arcivescovo di Bari e Canosa che la commissionò.

Molto suggestiva è anche la cripta che si trova sotto la cattedrale. Si accede per mezzo di una scalinata; qui si trova la “colonna miracolosa”, risalente all’XI-XIII secolo, che secondo la leggenda sarebbe stata messa dallo stesso San Nicola in occasione della deposizione delle sue reliquie da parte di papa Urbano II nel 1089. Belli sono i capitelli bizantini con fogliame e quelli normanni con animali che decorano le colonne della cripta. Una cancellata separa il Sepolcro del Santo: quattro blocchi di cemento armato a circa sessanta centimetri sotto il panno rosso.
San Nicola è uno dei padri della chiesa ortodossa e pertanto la basilica di Bari rappresenta d’incontro tra la cultura cattolica e quella greco-ortodossa che fa di Bari uno dei punti più importanti del turismo legato ai pellegrinaggi religiosi.